Le ferite del mondo

 

 

 

Sophie Ristelhueber lavora da oltre vent'anni a raccogliere nelle sue foto e nelle sue installazioni segni lasciati sul corpo umano e sulla superficie della Terra. Sono ferite, "Dettagli del mondo", come si intola la mostra ospitata dal Museo delle Belle di Arti di Boston, che raccoglie alcuni dei suoi lavori.

La mostra ha rischiato di essere annullata dopo la catastrofe che ha colpito New York l'11 settembre. In un'intervista raccolta da Le Monde, così l'artista parigina commentava l'imbarazzo delle autorità:

"E' una reazione comprensibile, ma conturbante e rivelatrice di un paese che vorrebbe 'continuare come prima' ma ha ancora delle difficoltà a rapportarsi con le realtà che io rappresento, anche se in forma allegorica. Certo il mio lavoro mette in evidenza come gli Stati Uniti, così sicuri di se stessi, abbiano perso le loro sicurezze e, dopo aver subito un'orribile distruzione, rifiutino di vedere le ferite altrui."

Alla fine i responsabili hanno optato per aprire la mostra al pubblico, come previsto, il 21 settembre, e hanno deciso di mettere a disposizione dei visitatori un libro dove ognuno è invitato ad appuntare le proprie reazioni di fronte alle immagini presentate. Anche all'ingresso in rete della pagina della mostra, si apre una finestra che dice:

"L'Arte può giocare un ruolo importante nelle nostre vite anche nei momenti più difficili.
Da oltre vent'anni, l'interesse di Sophie Ristelhueber nella natura ciclica della civilizzazione l'ha portata a indagare le manifestazioni fisiche dei conflitti e della violenza. Quando il Museo iniziò a programmare questa mostra, più di due anni fa, riconoscemmo che le immagini della Ristelhueber's sono incisive e inquietanti.
Dopo i tragici avvenimenti dell'11 settembre, questo lavoro artistico assume una nuova rilevanza, e alcuni dei visitatori potrebbero trovarlo particolarmente sconvolgente. Ci auguriamo che questa mostra dia vita a un forum di riflessione e discussione e vi invitiamo a esporre i vostri pensieri nell'apposito libro che troverete all'ingresso."

Le immagini esposte vanno da quelle scattate a Beirut durante la guerra (1984) al Kuwait , "un deserto che non sembrava più un deserto"; dalle vedute aeree del confine fra Turkmenistan e Iran a quelle dell'Iraq, frutto di un lavoro durato nove anni; dalle cicatrici dei pazienti di chirurgia in un ospedale parigino alla serie "L'aria è di tutti", dove vengono rappresentati puri elementi fisici.

Il sito della mostra
http://www.mfa.org/exhibitions/ristelhueber.html

Altre foto di Sophie Ristelhueber
http://frenchculture.org/art/events/ristelhueber.html

Bibliografia e mostre
http://www.albrightknox.org/pastexh/Ristelhueber/biblio.html

L'articolo di Le Monde da cui è stato tratto il brano citato, raccoglie il parere di tre fotografi - Gilles Peress, Raymond Depardon et Sophie Ristelhueber, tutti impegnati nel documentare la storia contemporanea - sulle loro reazioni agli avvenimenti dell'11 settembre e sulle ripercussioni che avranno sul loro lavoro futuro.
http://sortir.lemonde.fr/

Un articolo del Boston Globe: "Sophie's choice: French artist's photos of `World' had more meaning now than ever"
http://www.bostonherald.com/entertainment/arts_culture/art10052001.htm


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