Fotografia etnologica italiana

 

 

 

 

I viaggi nel Sud Italia compiuti da Ernesto de Martino negli anni Cinquanta, all'origine dei suoi lavori più conosciuti (Sud e Magia, La Terra del rimorso ecc), segnano anche l'inizio di un filone italiano di antropologia visuale. La documentazione etnografica raccolta si avvaleva infatti del contributo di fotografi e di tecnici Rai per le registrazioni sonore. Tra i primi vi furono Franco Pinna, Arturo Zavattini e Ando Gilardi. Le loro foto sono raccolte in un libro edito da Bollati Boringhieri, "I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino", a cura di Clara Gallini e Francesco Faeta. Gran parte di questo lavoro è oggi conservato presso Istituti e Fototeche.

Citiamo prima di tutti l'Istituto Ernesto de Martino, rimandando al suo sito ufficiale.
Fondato nel 1966 su iniziativa dello storico Gianni Bosio, "per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario", l'Istituto prosegue le ricerche iniziate dalle Edizioni Avanti! e dal Nuovo Canzoniere Italiano. Il suo Archivio - suddiviso in Nastroteca, Biblioteca, Emeroteca, Discoteca, Fototeca e Filmoteca - raccoglie materiale di interesse antropologico, etnomusicologico e storico. I materiali non sono accessibili direttamente dal sito, ma qui troverete tutte le informazioni relative a iscrizione e iniziative in corso.

Il libro citato è in vendita presso Bol

Tra i nuclei della ricerca di de Martino, il "Lamento funebre lucano" (1956) e il fenomeno del "tarantismo" (1959). In entrambi i casi le foto furono scattate da Franco Pinna, all'epoca giovane fotografo di formazione realista, che lavorò poi anche come fotografo di scena di Federico Fellini.
Photo Press Italia dedica questo "Omaggio a Franco Pinna". La galleria di immagini ne comprende alcune che raffigurano i riti del tarantismo, processioni e lamenti funebri; le stampe sono in vendita al prezzo medio di 1.000.000 per 15 esemplari.
Qui accanto, un'immagine di tarantati nelle vie di Galatina (1959). Alcune di queste immagini furono pubblicate in "La terra del rimorso".

Arturo Zavattini, figlio del regista Cesare, aveva già un'esperienza come operatore cinematografico e si era interessato di cultura popolare nella sua regione natale, l'Emilia. La sua collaborazione con de Martino è del 1952, a Tricarico, in Lucania. I soggetti delle sue fito sono i braccianti, le loro lotte e i loro canti. Anche lui, come Pinna, proseguì la carriera nel cinema, lavorando come operatore con Fellini e come direttore della fotografia con De Sica.

Alcune foto di Arturo Zavattini sono utilizzate per illustrare questo documento messo in rete in formato Pdf dalla Regione Basilicata: "Indagini etnografiche e studi demonologici nella Basilicata degli anni Cinquanta", di Ferdinando Mirizzi.

Ando Gilardi aveva cominciato a lavorare come fotografo subito dopo la guerra, collaborando come giornalista all'Unità e a diversi settimanali e rotocalchi. Con Ernesto de Martino partecipò a una spedizione in Lucania nel 1957, dove raccolse testimonianza dei maghi (i "Maciari") e della loro clientela.
Primo punto di riferimento per conoscere il suo lavoro, che oggi spazia anche tra saggistica, insegnamento, editoria elettronica e pittura, la Fototeca Storica Ando Gilardi, con un Archivio che custodisce oltre 500.000 immagini fotografiche disponibili su stampe bianconero o diapositive a colori.

Un'intervista inedita con Ando Gilardi, del 1997, proposta da Luca Pagni e Lucio Valerio Pini in occasione della riedizione di "Storia sociale della fotografia"

Una breve biografia in inglese e una bibliografia completa delle opere di Ernesto de Martino si trova in questa pagina della Lawrence University (Wisconsin).

 

 
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