Intervista a Jonh Morris
di Elena Rossi

 

 

 

 

Uno speciale sui dieci anni di Visa pour l'Image
in questo sito francese da cui è tratta questa immagine della 1° edizione.

Considera ancora Parigi la capitale del fotogiornalismo?

Sì, anche se è un'affermazione che si potrebbe facilmente contestare, perché ci sono altri posti importanti. Una volta all'anno Amsterdam diventa la capitale del fotogiornalismo, per esempio, quando viene assegnato il World Press Photo, o Perpignan, nel sud della Francia, dove si svolge da dieci anni il Festival Visa Pour l'Image. Per il periodo in cui si svolge il festival, la prima settimana di settembre, Perpignan è il posto dove trovarsi per un fotogiornalista, perché vengono le agenzie, i fotografi, ci sono mostre e dibattiti.
Ma io dico Parigi per una buona ragione, perché è il quartier generale delle agenzie indipendenti, che sono quelle che fanno il lavoro più creativo e hanno i migliori fotografi. Ma c'è un'altra ragione, le tre maggiori teleagenzie - Associated Press, AFP (Agence France Press), Reuters - oggi fanno un lavoro molto migliore di quanto facevano un tempo; hanno bravissimi fotografi e sono molto competitive tra loro.



Il sito di Libération

E per quanto riguarda le riviste?

Tra le riviste Libération è un buon giornale per quanto riguarda le immagini: fa un lavoro di qualità e non ha inibizioni, pubblica di tutto. Ma in Francia c'è anche una tendenza, da parte di alcuni giornali come Paris Match, a ricercare a tutti i costi la sensazione, lo "shock", e a volte questo non va bene. Credo che il peggior giornalismo oggi sia quello del gruppo Murdoch, a Londra e a New York. Credo che il gruppo Murdoch sia un nemico del buon giornalismo: a Londra possiede il Times, che è un giornale importante, e un giornale formato tabloid, The Sun, e a New York possiede il New York Post, che è sensazionalistico e privo di scrupoli. E' quello che in America chiamiamo "yellow journalism".



Il sito ufficiale della Magnum Photos

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Nel suo libro descrive la comunità dei fotogiornalisti negli anni del dopoguerra come una "comunità internazionale". Esiste ancora qualcosa del genere, oggi?

Sì, esiste. E' quella che si ritrova ogni anno a Perpignan, che è uno degli incontri internazionali più importanti. E poi ci sono le agenzie indipendenti. Per me è un miracolo, e ne sono orgoglioso, che la Magnum esista ancora e che oggi raduni fotografi di tutto il mondo.