Intervista a John Morris

di Elena Rossi

 

 

 


"Non avrei mai immaginato di scrivere un libro che avesse in co
pertina una donna nuda."

John Morris esordisce scherzando con questa battuta alla presentazione di "Sguardi sul '900. Cinquant'anni di fotogiornalismo", di cui è appena uscita l'edizione italiana per Le Vespe.

La donna in copertina è Lee Miller, attrice, fotografa e musa ispiratrice di artisti famosi, che viene ricordata nel libro all'epoca in cui si trovava a Londra come corrispondente di Vogue. La foto di Man Ray è, insieme alle altre che illustrano il testo, una di quelle che più sono rimaste impresse nella memoria collettiva.
Il libro di Morris è, di fatto, la storia delle persone che hanno raccontato per immagini la storia di questo secolo, delle grandi testate come Life, dei grandi fotografi come Robert Capa, delle guerre e della conquista dello spazio, fino ai giorni nostri.

John Morris è oggi un gentile signore dai capelli bianchi, che vive a Parigi da 17 anni. Dopo aver lavorato per Life, per il Ladie's Home Journal, per il New York Times, il Washington Post, il National Geographic, dopo aver assistito alla nascita della Magnum ed esserne stato l'editor in capo per i primi anni, fa ancora parte di quella "comunità internazionale" di fotogiornalisti che descrive così bene.

Nel sito della casa editrice si trovano una presentazione del libro e tre capitoli tratti dall'edizione italiana

E' stato presidente del W. Eugene Smith Memorial Fund e più volte nella giuria che assegna il premio annuale World Press Photo.
Inoltre, oggi che non lavora più come "picture editor", può occuparsi attivamente di politica e in Francia presiede l'organizzazione democratica dei Cittadini Americani residenti all'estero.

Lo abbiamo incontrato per rivolgergli qualche domanda.