Gli anni 50-60


Jane Shrimpton fotografata da David Bailey
Negli anni Cinquanta emerge anche un nuovo ruolo delle indossatrici, che, da volti pressoché anonimi, diventano personaggi. Nasce l'epoca delle modelle famose. Tra le prime, ricordiamo le inglesi Jean Shrimpton e Twiggy, la prima donna "grissino", di cui potete leggere la storia in questo sito dedicato agli anni Sessanta. I fotografi che inaugurarono questa tendenza furono soprattutto gli inglesi David Bailey, Terence Donovan e Brian Duffy, soprannominati da Cecil Beaton "I Terribili Tre".
"Con Bailey e Duffy, Donovan creò la componente visuale del mito londinese degli anni sessanta: divertirsi, fare sesso, fare soldi (quanto basta), avere ambizioni. Essi non erano interessati a quanto una modella possa rendere elegante l'abbigliamento, essi volevano mostrare quanto il vestito possa far sembrare sexy la modella - una rivoluzione nel pensiero come nel look. Il loro lavoro lanciò il glamour fresco, spontaneo e senza distinzione di classe impersonato da Julie Christie, Celia Hammond e Jean Shrimpton."

David Bailey (1938) è il fotografo cui si ispirò Antonioni per il film Blow Up (1966); a lui si devono anche molte delle immagini più famose dei Beatles e dei Rolling Stones e ritratti di personaggi celebri, da Andy Warhol a Catherine Deneuve, che divenne sua moglie nel 1965.

In queste pagine di PdnOnline, biografia, intervista, videoclip e galleria di immagini, tra cui alcuni famosi ritratti.
Un'intervista di Karl-Peter Gottschalk, del 1994
Una biografia in inglese di Liisa Leeve, una studentessa finlandese, con alcune immagini.

Terence Donovan (1936-1996)
Nato nell'East End, si stabilì a Londra e divenne fotografo per caso, iniziando come assistente e approdando alle maggiori testate di moda. Lavorò sia per la moda maschile che per quella femminile, utilizzando location e tecniche innovative per l'epoca, come le foto sgranate; successivamente lavorò anche per la televisione e per il cinema.

L'articolo citato, Terence Donovan. Il click che ha lanciato un migliaio di facce, comparso nel 1967 su SPOTMATIC, ricorda il grande fotografo pochi mesi dopo il suicidio.


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