Gli anni 50-60

 

 

 

A partire dagli anni Cinquanta anche l'Italia cominciò ad esportare il suo stile e ad attirare acquirenti dal resto d'Europa e dall'America. Come si legge nel sito di Messori:

Erano tre le città campione italiane:
- Napoli con i suoi guapi e con il suo stile vistoso,
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Milano conosciuta per la sua discrezione e per i sarti stile inglese come Agostino, Caraceni, Baratta, Pozzi e via dicendo,
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e Roma, dove era locata la più raffinata scuola di moda italiana, l’'Accademia per Sarti'. Lo stile romano, meno appariscente di quello napoletano ma più innovativo di quello milanese, dominò la scena degli anni ’50 con sarti come Brioni, Cucci, Caraceni, del Rosso, e fu il meeting-point per un elite internazionale tra cinecittà e via Veneto, teatro della 'Dolce vita'.
[...] Le sfilate si moltiplicarono e il festival di moda maschile, datato 1952 a San Remo, presentò 70 sarti che realizzarono i loro modelli esclusivamente in tessuti italiani.

da "Lo stile italiano" - Messori

Fu anche la ripresa dei servizi di moda sulle riviste illustrate e il centro di questa editoria fu Milano.
La moda non si era fermata del tutto neppure durante la guerra, come ricorda Antonia Monti in un'inchiesta intitolata "Fotografare la moda", pubblicata nel 1947 sul settimanale Oggi. La foto che vedete a sinistra venne scattata nel 1943 sull'Arco della Pace, a Milano.

Non si lavorò molto in pace - ricorda la giornalista - perché, di lì a poco, suonò il piccolo allarme che ci innervosì e ci fece accelerare i tempi e dopo un breve intervallo arrivò il grande allarme. Si scende? Si rimane? Facciamo ancora un vestito, ancora quest'altro, e poi ecco apparire nel cielo terso, già freddino e senza una nube, una squadriglia di apparecchi. Forse passano, ma poi vediamo una fumata. "Sganciano!", grida una ragazza e, lontano, s'ode il cupo fragore di una bomba.

 

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