Intervista a Alex Majoli

di Valentina Carmi

 

 

 


Valentina Carmi ha incontrato Alex Majoli in occasione dell'inaugurazione della mostra sul manicomio di Leros, allestita a Milano presso l'ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, e lo ha intervistato per erewhon. Le foto che lo ritraggono durante l'intervista sono di Alessandra Dragoni

Leros, panorama notturno
Come nasce il reportage sull'ex manicomio di Leros?

Ci sono stato per la prima volta nel 1994, poi sono seguiti una serie di viaggi fino al 95 durante i quali ho fotografato la chiusura del manicomio, che era considerato uno dei peggiori al mondo, un vero inferno… L'ho fotografato per sei mesi, nell'arco di un anno e mezzo. E' il mio primo lavoro import

ante, perché non era commissionato da nessun giornale, era la prima volta che facevo un lavoro slegato dagli editoriali dei giornali.

Come è stata la tua esperienza a Leros?

Era da tanti anni che fotografavo il lavoro dei Basagliani all'interno dei manicomi. Tra tutti questi lavori Leros era il più importante perché la situazione dei pazienti era veramente drammatica. Fotografare i matti è una cosa molto facile, sono già un soggetto potentissimo di per sé. Quello che mi interessava era mostrare l'energia degli operatori: un anno di lavoro in un posto del genere è come un concentrato di quello che i Basagliani possono fare. C'era un'energia fortissima.

Hai lavorato all'interno di altri manicomi?

Sì, sia in Italia che all'estero. Tuttora ogni volta che aprono un manicomio cerco di andare a fotografarlo. Però non mi interessa mostrare a tutti i costi le foto. In questo caso, mi sono convinto a mostrarle, perché aveva un senso. Dopo quattro anni che avevo fatto questo lavoro, continuavo ad editarlo e rieditarlo (mi ha aiutato molto Ferdinando Scianna) e alla fine mi sono convinto, ho visto che poteva stare in piedi. Aveva un senso perché di Leros in effetti non si sapeva niente, c'erano soltanto le mie foto come documentazione. In realtà c'erano anche altri fotografi che cercavano di entrare ma non erano mai riusciti a ottenere il permesso di fotografare. Io ero in contatto con i Basagliani da tanto tempo e quindi avevo avuto la lettera di presentazione.

C'erano anche dei giornalisti che si occupavano
di scrivere?

No, chi scriveva erano sempre gli operatori e gli psichiatri. Comunque in Italia non sono usciti molti articoli.

 

Segue

 
 

Alex Majoli è nato a Ravenna nel 1971 ed è entrato alla Magnum nel 1996. Nel sito dell'agenzia, una scheda su di lui e qualche foto.

La mostra su Leros ha esordito a Milano nell'ambito della rassegna "Da vicino nessuno è normale", che si svolge ormai da 5 anni presso l'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Ulteriori informazioni sul Paolo Pini e sugli eventi organizzati nel sito dell'Associazione Olinda.

Il sito ufficiale della mostra, da cui sono state tratte queste foto: Leros, "dedicato alla lotta antimanicomiale e alla memoria di Franco Basaglia". Dopo essere stata a Milano, la mostra girerà tutta Italia nelle sedi di altri ex manicomi

Ferdinando Scianna, anch'egli fotografo della Magnum, alla fine degli anni '60 riprese il lavoro di Franco Basaglia negli ospedali psichiatrici di Udine e di Gorizia

Per una storia del movimento antipsichiatrico in Italia, vedi il sito della Fondazione Basaglia