Eugene W. Smith (1918-1978)

 

 

 

 

Ebbe una vita personale travagliata, segnata dal suicidio del padre quando era ancora bambino e da un rapporto di dipendenza con la madre e con le altre donne della sua vita; una sofferenza psichica, acuita dall'abuso di farmaci e alcool, lo portò a diversi ricoveri in cliniche specializzate.
Realizzò alcuni dei suoi migliori servizi per Life, tra cui uno speciale su Albert Schweitzer, il famoso "Villaggio spagnolo" e una seria sulla vita della gente comune, documentata attraverso il lavoro di tutti i giorni; collaborò con la Magnum.
Dotato di grande sensibilità e spirito combattivo, seppe esprimere la sofferenza dei malati di mente in una fossa dei serpenti a Port Au Prince e quella delle vittime dell'inquinamento da mercurio a Minamata, dove si fermò più di tre anni, vivendo e lottando al loro fianco. La sua instabilità rese discontinua la sua carriera professionale, ma alla fine, acclamato come uno dei dieci maggiori fotografi viventi, ottenne una cattedra all'Università di Tucson, Arizona, poco prima della morte.

E' il settimanale Life a dedicargli le pagine più belle in questo speciale dove si trovano alcune copertine realizzate per la rivista e singole foto; in un'altra sezione si può vedere parte del servizio realizzato nel 1948 sulla vita di un medico di campagna: Country Doctor.

Un articolo da Photo Seminars nella sezione Hall of Fame, che contiene una serie di tributi ai grandi fotografi; qui si trovano anche le biografie di Margaret Bourke-White, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson.

Nella collezione Charles Schwartz Ltd, una galleria delle immagini più famose di cui si possono acquistare le stampe

La presentazione, in italiano, di una mostra tenutasi a Reggio Emilia nel 1999 sul lavoro del grande fotografo americano, con parecchie foto in formato ingrandibile

Vedi anche i link segnalati nella scheda su "La Famiglia dell'Uomo"

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