Sebastiao Salgado (Aimorés, Minas Geiras, 1944)

 

 

 

 

Esule politico, scoprì la passione per la fotografia in Africa,
dove si trovava a lavorare per una compagnia internazionale
di caffè nei primi anni Settanta. Trasferitosi a Parigi,
lavorò come fotoreporter prima per l'agenzia Sygma, per cui realizzò servizi sulla rivoluzione in Portogallo, la guerra in Angola e il Mozambico, poi per la Gamma e la Magnum. All'America Latina dedicò il libro Altre Americhe (1983) e la mostra Terra, sul Brasile. Tra gli altri lavori, il libro-mostra Workers, frutto di sei anni di lavoro sui lavoratori di tutto il mondo, Sahel: l'uomo in miseria, realizzata nel 1984-85 insieme a Medici Senza Frontiere. Tra i maggiori esponenti di una fotografia socialmente impegnata, preferisce il bianco/nero per conferire più forza alle sue immagini.

A "Terra" è dedicato questo speciale del New York Times, con 16 pagine che contengono foto ingrandibili, citazioni e file audio

Una sola pagina, con tre foto e un commento di Franco Mollica

Il sito della mostra Terra, con alcune foto e un'intervista all'autore

PDN (Photo District News) e Kodac inseriscono Salgado tra le leggende della fotografia e dedicano queste pagine alla mostra Migration: Humanity in Transation. L'edizione italiana della mostra, "In cammino", è a cura dell'agenzia Contrasto: nel sito dedicato alle attività dell'agenzia potete trovare tutte le informazioni.

Sul lavoro di Salgado, vedi anche il percorso che gli dedica la casa editrice Le Vespe nella sezione PW Fotogiornalismo

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