Fu nella Parigi liberata che si riuný il gruppo di fotografi che avrebbe dato vita all'agenzia Magnum Photos, sotto la guida prima di Robert Capa e poi di David Seymour. Gli altri erano George Rodger, Henri Cartier-Bresson e, in un primo tempo, Bill Vandivert.
La Magnum fu la prima agenzia internazionale indipendente, gestita dai fotografi stessi che in questo modo rimanevano proprietari dei negativi, contrariamente a quanto avveniva in precedenza. Ai soci fondatori si unirono via via altri nomi; alcuni erano giÓ famosi e si conoscevano tra di loro, come Werner Bishof ed Ernst Haas; altri erano giovani agli inizi della carriera, come Eve Arnold ed Elliott Erwitt.

La comunitÓ di fotogiornalisti, che ancor prima della guerra aveva un suo passaparola interno, le sue basi e i suoi ritrovi sia in America che in Europa, era uscita dal conflitto ancora pi¨ forte e internazionale, strettamente legata alle avanguardie artistiche e culturali dell'epoca.
Quello che dur˛ fino agli anni '60, quando ebbe inizio il declino delle grandi testate che l'avevano alimentato, fu il periodo d'oro del fotogiornalismo; il periodo dei grandi progetti e dei grandi ideali.


La Famiglia dell'Uomo

Il coraggio e l'eroismo dei fotografi di guerra si rivers˛ sul piano umanitario e sociale. Emblematica di quegli anni fu la mostra intitotala "La Famiglia dell'Uomo", al Museo di Arte Moderna di New York, allestita da Edward Steichen con le immagini di fotografi giÓ affermati e altre di sconosciuti, che coprono la prima metÓ del 1900.


Ci sono foto di personaggi famosi e di comuni famiglie quali si trovano in tutto il mondo; uomini e donne, giovani, vecchi e bambini; la guerra e i riti religiosi, il lavoro nei campi, la nascita e la morte. Tra queste, alcune delle foto diventate immagini-simbolo: le delicate foto di Elliott Erwitt alla moglie incinta e al filgio neonato (sopra); la madre emigrante di Dorothea Lange (una povera raccoglitrice di piselli, ripresa nel
corso del lavoro di documentazione per conto della Farmer's Security Administration); "La strada per il Paradiso" di Eugene Smith (la foto dei suoi figli presi di spalle nel giardino di casa, qui a lato); "Il bagno di Tomoko", sempre di Eugene Smith, simbolo degli orrori di Minamata, un villaggio giapponese vittima negli anni '50 di uno dei pi¨ gravi incidenti industriali che provoc˛ l'avvelenamento delle acque da mercurio.

Sono, secondo le parole di Steichen,

"fotografie che riguardano l'uomo in relazione al suo ambiente, alla bellezza e alla ricchezza della Terra che ha ereditato e a quello che ha fatto della sua ereditÓ, le cose buone e grandiose, quelle stupide e distruttive..."

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