Donald McCullin (Londra, 1935)

 

 

 

Iniziò a fotografare durante il servizio militare nella RAF e i suoi primi reportages, pubblicati dall'Observer, furono sulle gang di quartiere e sulle bande di teenager in moto. Dopo aver ripreso la costruzione del muro di Berlino e aver collaborato con diverse riviste, nel 1964 realizzò il primo dei suoi reportages di guerra a Cipro. Seguirono il Vietnam, il Biafra, la Cambogia, il Congo, l'India, dove documentò la nascita dell'ospizio fondato da Madre Teresa di Calcutta e la guerra con il Bangladesh.
Come accadde a Capa, la sua fama è legata soprattutto alle foto di guerra, ma
McCullin è da sempre molto attento anche alla sfera del sociale e al mondo dei giovani. In un anno particolare, il 1968, di ritorno a Londra dopo aver viaggiato tra Vietnam e Biafra, realizzò un servizio sui Beatles, coordinando un gruppo di fotografi sguinzagliati a seguire il gruppo per le strade della capitale.
Dagli anni 80 si dedica soprattutto alle mode giovanili, scrive anche articoli per il Sunday Times e ha intrapreso un grosso progetto sul mare.

Una folle domenica

La storia del servizio fotografico sui Beatles è raccontata in questa pagina in inglese, The Beatles' Mad Day Out Sunday, July 28th 1968, che ci accompagna in giro per Londra tra le diverse location e i travestimenti del gruppo, per concludersi a casa di Paul McCarthy. La storia è corredata da immagini a colori e in bianco e nero, ma non compaiono i crediti ai fotografi.
La foto pubblicata sulla copertina di Life è di Ronald Fitzgibbon, ma McCullin, che aveva il compito di coordinare l'intero staff, scattò anche delle istantanee in bianco e nero.
Alcune furono utilizzate dalla Apple per la promozione di Yellow Submarine e Hey Jude, ma i negativi rimasero in mano del fotografo e furono dimenticati per oltre trent'anni negli archivi dell'agenzia Magnum a Parigi, con la quale McCullin collaborò per un breve periodo.
Oggi una decina di questi inediti si possono vedere in rete in queste pagine della Hamilton Gallery, che rappresenta McCullin a Londra, e in un articolo del magazine spagnolo La Revista del febbraio 2000. Per gli appassionati, è interessante la comparazione tra i tre siti citati: della foto in cui John Lennon si finge morto, ad esempio, si possono vedere due istantanee riprese in momenti diversi.
Per McCullin il servizio sui Beatles fu un episodio marginale nella sua carriera di fotografo e nella sua autobiografia vi dedica solo poche righe:

"... sono rimasto immediatamente affascinato dalla personalità di Paul McCartney. Era difficile, invece, simpatizzare con John Lennon che continuava a fare il sarcastico con i passanti che lo riconoscevano. Aveva in egual misura un enorme talento e un'aggressività abrasiva che risultava strana in un apostolo del "Peace and Love". Non era neppure facile andare d'accordo con Yoko Ono, che non faceva altro che scocciare mentre io cercavo di scattare sul set dello studio all'ultimo piano del palazzo del Sunday Times, in Gray's Inn Road. Si trattava di un'unica giornata di lavoro non-stop, che i Beatles stessi mi avevano chiesto perché si erano resi conto di non avere più foto recenti da dare a tutte le persone che gliele chiedevano. Arrivai al mattino, dopo aver già scattato delle foto per conto mio alle location, così non avevo proprio voglia di sentirla parlare in continuazione senza neppure rivolgersi direttamente a me sul tipo di inquadrature che dovevo realizzare. "Perché il fotografo sta lì? Dovrebbe invece mettersi là" fu la prima cosa che disse da dietro le mie spalle, come se volesse sollevarmi di peso. Non c'è bisogno di dire che non mi spostai di un millimetro."

Da Unreasonable Behaviour (1992), in vendita presso AMAZON inglese

Tornando ai reportages di guerra di McCullin, è sempre la Hamilton Gallery a proporre una serie di foto dell'India, dell'Africa e del Vietnam, oltre a una bibliografia commentata e a qualche accenno sui progetti recenti.

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