Una donna in fuga

A poco più di un mese dalla morte, avvenuta a Parigi il 30 aprile 2000, all'età di 91 anni, dedichiamo questo percorso a Gisèle Freund, l'artista di origine tedesca, nazionalizzata francese, che rappresenta una delle voci più sensibili dei primi anni del fotogiornalismo al femminile.
Laureata in sociologia e attratta da sempre dalla letteratura, Gisèle divenne fotografa per caso, dopo la sua fuga dalla Germania nazista, nel 1933, recando con sé un rullino di foto che testimoniava la violenza dei nazisti contro gli studenti dissidenti.

"Per gusto personale ero portata verso la letteratura - dice nella prefazione al suo libro Il mondo e il mio obiettivo, del 1984 - ma la mia conoscenza della lingua francese era, all'inizio, troppo limitata. La fotografia invece è un linguaggio universale, che tutti capiscono. Mi ha permesso di esprimermi."
I suoi primi esperimenti cominciano a Parigi, nella camera oscura improvvisata in una stanza d'albergo del quartiere latino. Incoraggiata da un amico, vende i primi reportage per mantenersi e si specializza in ritratti, fotografando come primi clienti i commercianti del quartiere in cui vive.

Il ritratto è la forma di espressione che le è più congeniale, in cui sa cogliere con grande sensibilità e immediatezza aspetti nascosti della personalità che ha di fronte, che si tratti dei poveri di Newcastle o di una celebrità. Di fatto, molti dei personaggi famosi della scena politica, letteraria e artistica di questo secolo rimangono legati per molti ai ritratti che ne fece Gisèle. Il primo fu André Malraux, la prima commissione importante per Gisèle, che lo riprese nel 1935 sul terrazzo della sua casa parigina.
Il suo ritratto è quello che apre questa galleria di foto, commentata dalle parole dell'autrice.

A Parigi sono due librerie sulla riva sinistra, Shakespeare and Co. di Sylvia Beach, e La Maison des Amis des Livres di Adrienne Monnier, a introdurla nella cerchia di intellettuali che le frequentano: Walter Benjamin, Louis Aragon, André Malroux, Simone de Beauvoir, Samuel Beckett, Andre Breton, Jean Cocteau, Ernest Hemingway, Francois Mauriac, Jean-Paul Sartre, solo per citarne alcuni.
Dopo aver ritratto James Joyce a Parigi, è su consiglio di questi che si reca in Inghilterra, dove aggiunge alla sua collezione di scrittori Virginia Woolf, Vita Sackville-West, G.B. Show, T.S. Eliot.

In Inghilterra la raggiunge la notizia dello scoppio della guerra e, al ritorno a Parigi, si prepara un nuovo esilio, questa volta in Argentina. Già nota come fotografa tra l'alta società di Buenos Aires, Gisèle sceglie invece di dedicarsi al reportage e attraversa tutto il paese con mezzi di fortuna, arrivando fino in Patagonia, dove fotografa foreste, paesaggi desertici, fiumi, lagune e le ultime tribù di indios. Dopo è la volta del Cile, del Perù, della Bolivia, del Brasile e dell'Ecuador, finché un incarico sul regime del generale Peron non la riporta in Argentina.
E' il 1950 ed Eva Peron è al culmine della popolarità: suscita sentimenti ai due estremi di odio e di amore tra la popolazione argentina e la curiosità dell'opinione pubblica internazionale. Le foto di Gisèle, che riprendono alcuni dei suoi innumerevoli volti, compariranno su diverse testate.

La prossima meta è il Messico; invitata per una conferenza, vi rimane due anni e frequenta Diego Rivera e la moglie Frida Khalo, il che contribuirà a crearle dei problemi quando chiederà il visto per gli Stati Uniti.
Iscritta nella lista nera degli intellettuali sospettati di comunismo, Gisèle verrà esplusa dall'agenzia Magnum con cui aveva iniziato le collaborazioni nel 1947, introdotta dallo stesso Robert Capa.

Tornata a Parigi, Gisèle alternò la produzione di foto a quella di saggi e libri illustrati: sue sono le immagini più famose del presidente Francois Mitterand; tra i libri pubblicati: James Joyce a Parigi: gli ultimi anni(1965), Il Mondo e il mio obiettivo(1970) e il fondamentale Fotografia e Società (1974).
Numerose mostre a Parigi, Berlino, Amburgo, Milano, documentano la sua opera. Le ultime foto sono dei primi anni Ottanta, quando Gisèle si chiude nella sua casa tappezzata di libri dedicandosi all'antica passione, la letteratura.

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