Utz

Ancora un romanzo, l'ultimo, incetrato sulla figura di Kaspar Utz, grande collezionista di porcellane di Meissen costretto a vivere in una Praga dominata dal potere poliziesco.
Lo scopo della sua vita sembra diventare la difesa della sua collezione dalle mani brutali dell'autorità.

Come il Bey, un anziano signore "reliquia dell'impero ottomano" che Chatwin conobbe ai tempi di Sotheby's: Vedo che lei ha l'Occhio. Anch'io ho l'Occhio. Diventeremo amici. L'amicizia si concretizzò nell'affidare privatamente al giovane inserviente Chatwin vestito di grigio la vendita progressiva del suo patrimonio di collezionista, non sopportando di dare alla Casa d'Aste l'incarico, solo perché tutti avrebbero potuto metterci mano nei giorni di esposizione. (l'incontro è raccontato in Che ci faccio qui?)

In Utz traspare l'esperienza di Sotheby, e l'Occhio, che portò il giovane inserviente a diventare direttore della sede di Londra.
Ma comprimari del romanzo sono le delicate figurine di porcellana, che Kaspar Utz venera con una sorta di religiosa follia fino quasi a dare loro la vita.


Vidi le maschere della commedia dell'arte: Arlecchino e Colombina, Brighella e Pantalone, Scaramuccia e Truffaldino; il Dottore con un cavatappi per barba; il Capitano che, essendo spagnolo, aveva un paio di baffi nerissimi.
Utz mi ricordò che gli attori italiani - quelli veri! - erano stati maestri dell'improvvisazione, e decidevano cosa e come recitare soltanto cinque minuti prima che si alzasse il sipario.
Mi indicò la Personificazione dei Continenti: l'Africa in pelle di leopardo, l'America in piumaggi, l'Asia con un cappello a forma di pagoda - mentre un'Europa lasciva, dai fianchi larghi, era a cavalcioni di un cavallo bianco.
Poi fu la volta delle dame di Corte: dame dai sorrisi di ghiaccio e dalle crinoline ondeggianti, con le parrucche incipriate e le guance punteggiate di nei artificiali; avevano un nastro nero legato intorno al collo. Una carezzava un carlino, un'altra baciava un nobile polacco, un' altra ancora un sassone, mentre Arlecchino sbirciava sotto la sua gonna. Madame de Pompadour, in un abito lilla disseminato di rose, cantava l'aria dell' Aci e Galatea di Lully che aveva cantato in vita, col principe di Rohan come partner, al Petit Théatre de Versailles.

Il viaggio continua....