Ritorno in Patagonia

Paul e io siamo andati in Patagonia per motivi diversissimi. Ma se mai siamo dei viaggiatori, siamo dei viaggiatori letterari. Un'associazione o un riferimento letterario possono entusiasmarci quanto una piantina o un animale raro; accenneremo dunque ad alcuni esempi di come la Patagonia abbia colpito la fantasia letteraria. Siamo inoltre entrambi affascinati dagli esuli. Se domani il resto del mondo saltasse in aria, in Patagonia sopravviverebbe un sorprendente campionario di nazionalità, tutte andate alla deriva verso questi "capi estremi dell'esilio" per nessun'altra ragione apparente se non il fatto che queste terre esistevano.

Chatwin subì il fascino particolare della Terra del Diavolo sin dall'infanzia, fino a che riuscì a partire, a tornare, a scrivere il libro che lo rese famoso.
Dopo qualche tempo fu pubblicato anche il libro di Paul Theroux, Old Patagonian Express.
Così Theroux spiega il motivo del suo viaggio: Associo la parola Sud alla libertà e non avendo niente da fare, decisi di andare in Patagonia.

L'incontro tra i due era inevitabile, e Ritorno in Patagonia ne è il frutto.
E' come un duetto: inizia Chatwin parlando di animali, risponde Theroux ricordando le sue prime sensazioni all'arrivo, di essere approdato al nulla, a un non-luogo. Per poi scoprire che "Un non-luogo è un luogo."
E il canto continua, raccontando di Darwin e il milodonte, Hudson e i suoi genitori, Charley Millard il Marinaio e Borges, gli albatros e il plesiosauro, il gallese Williams e il texano Sheffield, Pigafetta e Magellano, i costumi degli indios e il vocabolario dei giovani Yaghan.

Per continuare il gioco letterario, l'elenco delle Fonti alla fine del volumetto apre molti percorsi di lettura, ma sarebbe sbagliato pensare che queste pagine di Chatwin e Theroux trovino eco solo nella fantasia di pochi eruditi.

Il viaggio continua....