
In
Patagonia
La
leggenda racconta che il primo viaggio
di Bruce Chatwin fu annunciato al direttore del Sunday Times,
il giornale presso cui si era trovato a lavorare e a scoprire la sua
vena di scrittore, con un laconico telegramma: "Partito per la
Patagonia. Chatwin".
Come
Chatwin racconta nel suo primo libro, e forse più noto, In
Patagonia, pubblicato nel 1977, il suo interesse per questo
paese si radicava nell'infanzia, quando Nella stanza da pranzo
della nonna c'era un armadietto chiuso da uno sportello a vetri, e
dentro l'armadietto un pezzo di pelle.
Si
trattava di un pezzo di brontosauro, trovato da Charley Milward il
Marinaio, cugino della nonna, vicino allo Stretto di Magellano e spedito
a pezzi conservati nel sale al Natural History Museum di Londra. Chatwin
bambino desiderava moltissimo entrarne in possesso, ma non ci riuscì,
perché alla morte della nonna il pezzo andò perduto.
In verità, come scoprì molto più tardi, era solo
un pezzo di milodonte o bradipo gigante, trovato per caso sul Last
Hope Sound nella Patagonia cilena. Ma tanto bastava per evocare una
terra lontana, che durante gli anni della guerra e poi della guera
fredda sembrava rappresentare una meta sicura:
...un posto dove vivere mentre il resto del mondo saltava per aria.
Poi
Stalin morì e noi cantammo nella cappella inni di gloria a
Dio, ma io continuai a tenere in riserva la Patagonia.
Il
viaggio comincia nel dicembre del 1974 a Buenos Aires, con un tempo
estivo e i negozi decorati per il Natale. Poi un treno per La Plata,
città universitaria con le scritte sui muri che echeggiavano
il '68 e il miglior museo di storia naturale del Sud America. E di
nuovo in autobus, verso il sud.
Un
viaggio verso luoghi..:
La
scogliera si elevava a picco sull'approdo di un traghetto. Mi arrampicai
su per un sentiero e dall'alto guardai controcorrente verso il Cile.
Vedevo il fiume scorrere lucente fra scogliere bianche come ossa,
con strisce smeraldine di terra coltivata da ogni lato. Lontano dalle
scogliere c'era il deserto. Nessun suono tranne quello del vento,
che sibilava fra i cespugli spinosi e l'erba morta, nessun altro segno
di vita all'infuori di un falco e di uno scarafaggio immobile su una
pietra bianca.

Alla
scoperta di un linguaggio...
La
lingua Yaghan - e per deduzione ogni linguaggio - è come una rete
di navigazione. Le cose che hanno un nome sono punti fissi, allineati
o confrontati, che permettono a chi parla di progettare la prossima
mossa. Se Bridges avesse scoperto l'estensione della metafora Yaghan,
il suo lavoro non sarebbe mai giunto a compimento. Ma quanto ci ha
lasciato è tuttavia bastante per risuscitare davanti a noi la luce
dell'intelletto indio.
Cosa
dobbiamo pensare di un popolo che definiva la "monotonia" come "un'assenza
di amici maschili"? O che per "depressione" usava la parola che
descrive la fase vulnerabile del ciclo stagionale del granchio, quando
ha perso il vecchio guscio e aspetta che cresca quello nuovo? O che
faceva derivare "pigro" dal pinguino Jackass? O "adultero" dallo hobby,
un piccolo falco che svolazza qua e là, librandosi poi immobile
sulla sua prossima vittima?
...alla
ricerca di storie...
"Avete
mai conosciuto il capitano Milward?"
"Il
vecchio Mill, certo che l'ho conosciuto il vecchio Mill. Console di
Sua Maestà a Punta Arenas de Chile. Un tipo un po' irascibile.
Non ricordo troppo di lui. Moglie giovane. Un po' pesante, ma bell'uomo.
Venite dentro che vi farò qualcosa da mangiare. Incredibile
che abbiate trovato questo posto da solo."


...e
di miti, come quello di Butch Cassidy, Etta Place e Sundance Kid..
L'anno
seguente, Franck Dimaio, investigatore della Pinkerton, con l'aiuto
della fotografia fatta a Winne-mucca, riuscì a seguire le loro
tracce fino a Cholila, ma fu distolto dall'andare in Patagonia da
storie di serpenti e giungle, forse inventate di proposito. La "famigliola
di tre persone" usò Cholila come base per cinque anni,
durante i quali tutto andò liscio. Costruirono una casa di
mattoni e un emporio (ora di proprietà di un commerciante arabo)
affidandone la sorveglianza a "Un altro nordamericano".
La
gente del posto li considerava pacifici cittadini.
E
per trovare un pezzo di pelle di brontosauro in sostituzione di quello
andato perduto.
Il
viaggio continua....