Chatwin
ha raccolto in questo libro, negli ultimi mesi di vita, racconti,
ricordi, scritti, appunti, frammenti, brani dispersi di una vita
di viaggio.
Si
ritrovano così temi e motivi di molti dei suoi libri, siano essi
avventure in paesi lontani, trattati naturalistici, film, collezioni
di arte, cronache dei viaggiatori del passato, incontri con personaggi.
Ci sono le pagine per gli amici e la famiglia, le storie del mondo
dell'arte, i viaggi, la Cina, la Russia, l'Afghanistan, Herzog
e Malraux, Mel'nikov e Junger, ma anche Assunta, storia romanzata
dell'infermiera di un ospedale dove il protagonista cerca di curare
la malaria.
Anche
se Chatwin è diventato simbolo della "istintiva voglia di spostarsi
della natura umana", "dell'impulso al movimento in senso più ampio",
colpisce la sua capacità di raccontare le persone, note e ignote,
incontrate di persona o attraverso libri e racconti, vere o inventate.
Ne
nascono in molti casi ritratti inediti, spesso divertenti, che
aprono al lettore nuove prospettive, nuovi punti di vista. A
volte poche righe sono sufficienti, come per l'incontro con l'amica
Diana Vreeland, mitica direttrice di Vogue, tutto giocato sullo
scambio di parole tra Wales (Galles) e Whales (balene).
Chatwin
probabilmente sta lavorando al libro Sulla
collina nera e dichiara che il tema su cui sta scrivendo
è il Wales.
Il labbro inferiore schizzò in avanti. Le guance imbellettate
ruotarono di novanta gradi.
"Balene!" esclamò. "Balenottere azzurre!… Capodogli!… Sperrrmaceti!
LA BALENA BIANCA!".
Chiarito l'equivoco e assodato che si parlava di Galles, la
Vreeland commenta.
"Oh!
Il Galles. Lo conosco, il Galles. Piccole case grigie… coperte
di rose… sotto la pioggia…".
Il viaggio continua....