Anatomia dell'irrequietezza

24 febbraio 1969
Caro Tom,
mi hai chiesto di mandarti una lettera sul mio progetto di un libro sui nomadi. Non posso fare una storia dei nomadi.
Per scriverla ci vorrebbero anni. Comunque, voglio che il libro abbia un tono generale e non specialistico. La domanda a cui cercherò di rispondere è: "Perché gli uomini vanno girovagando invece di starsene fermi?". Ho proposto un titolo, -L'alternativa nomade. Ovviamente non lo useremo. E' un titolo troppo razionale per una materia che fa appello a istinti irrazionali. Per il momento esso ha il vantaggio di suggerire che la vita del nomade non è inferiore a quella del cittadino stanziale.

Ovviamente il libro non uscì mai, perché ritenuto impubblicabile.

Ma quanti ne lamentano la mancanza, possono affidarsi tranquillamente alle pagine di Anatomia dell'irrequietezza, una raccolta postuma di scritti che abbraccia vent'anni della vita di Chatwin viaggiatore, esploratore, scrittore, archeologo, giornalista, esperto d'arte.

I brani della sezione "L'alternativa nomade" rimandano immediatamente al tema di fondo della sua vita e delle sue opere, ma questo libro rispetta appieno il desiderio originale di un 'opera generale e non specialistica.

E così il nomadismo come categoria mentale affiora nella raccolta di critiche d'arte e di letteratura, nei racconti, e nelle descrizioni delle molte case in cui si fermò il tempo necessario per scrivere e sentire rinascere il desiderio di partire.
Affetto da "La grande maladie de l'horreur du domicile", una delle sue citazioni predilette, di Baudelaire.

Il viaggio continua....